«La scomparsa del celebre basso Ivo Vinco, lascia un vuoto nel mondo del teatro musicale» sono sara errani roberta vinci lovers le parole del direttore d'orchestra Nicola Guerini.
Ebbe il suo primo debutto ufficiale al teatro Verdi di Padova nel 1953 con l'opera Turandot di Giacomo Puccini, diretta dal sommo maestro Tullio Serafin, e interpretata, nel ruolo di Calaf, da Antonio Salvarezza.
Il suo collega Ivo Vinco, straordinario interprete lirico dei ruoli di basso, ci racconta i propri ricordi e la propria esperienza a fianco di questo sommo artista.Roberto De Candia: Il mio rapporto con il M Vinco, in verità è stato brevissimo, sotto il profilo personale.Io credo di essere stato uno degli ultimi colleghi che hanno costo tagliando kia rio gpl avuto l'onore e il dispiacere di parlare con lui due o tre giorni prima che morisse.Ma del resto lui era uno che non andava in cerca di visibilità e tutto quello che faceva era basato unicamente sulle sue capacità.Ma non c'è nulla da temere.Suo nipote Marco Vinco è, idem, cantante.Se focalizziamo la nostra attenzione allo splendido assolo di Zaccaria Vieni, o Levita capiamo sin dall'attacco vinci toskana ferienhaus iniziale che stiamo ascoltando la preghiera di un vero sacerdote; la rotondità dell'emissione, il timbro da autentico basso, l'interpretazione nobile e raccolta, unite ad un fraseggio morbido che non.E per quanto riguarda i famosi tre tenori?La musica per Ivo è sempre stata al primo posto: era capace di commuoversi al concerto di un buon coro di provincia, ed essere giudice implacabile in concorsi internazionali.Il ricordo del collega Ivo Vinco, basso lirico, nell'occasione del primo anniversario della morte del grande tenore 06 settembre 2008 INT.Una grandissima perdita per tutti noi, per tutto quello che è stato e per quello che rappresentava.Ebbe anche come insegnante il maestro Magera, marito di Mirella Freni, che poi lo accompagnò al pianoforte in numerosi concerti.«Gli avevamo consegnato cinque anni fa, durante un concerto, il Premio Zenatello» racconta anche Giuseppe Tuppini, presidente di Verona Lirica, «l'unico riconoscimento della sua città.Se uno è un vero studioso ottiene dei risultati ineguagliabili.




Al termine della serata, mentre in auto tornavo verso casa, pensavo di pubblicare immediatamente un ricordo dell'artista sull'homepage di OperaClick.Mentre in altre circostanze artisti e artiste hanno avuto, o hanno, rivalità fra di loro, il più delle volte stupide, i tre tenori sono riusciti a costruire questo miracolo che sarebbe potuto tranquillamente andare avanti molti altri anni.Mi sarebbe bastata una foto, un video e le classiche due righe di circostanza per pubblicare un ricordo come tanti.La sera di domenica 8 giugno ero a cena a casa di amici, anch'essi appassionati d'opera, quando ci è giunta la triste notizia della morte di Ivo Vinco.Era un notevole basso, vocalmente dotato e ferrato tecnicamente, sicuramente migliore di alcuni suoi colleghi decisamente più spinti dalla critica.Prima, aveva studiato al Liceo Musicale di Verona, quindi allAccademia del Teatro alla Scala di Milano con ettore campogalliani.La sua voce è conosciuta e amata in tutto il mondo, lascito imperituro di quella che è stata la sua vocazione nonché una delle sue più importanti ragioni di vita, l'opera lirica.È stato un dolore sentire che quella voce, un tempo tanto potente, era divenuta così flebile.Se fosse vero, per uno come lui, partecipe attivo dei momenti migliori di questa gloriosa istituzione, quando cioè la gente andava in Arena non perché il biglietto è previsto nel pacchetto di visite alla città ma per sentire Ie voci areniane, chi di dovere dovrebbe.L'amore per la musica, che non è altro che l'amore per le persone.«Mi portava a fine lezione a trovare i senzatetto sulle torricelle ci spiega Cosimo Panozzo, uno dei suoi ultimi allievi di canto, «commuovendosi nel guardare con la lente d'ingrandimento i particolari di quadri antichi, ad ascoltare i concerti cercando la perfezione del suono, ad accettare.





Conoscevo la sua figura e il suo canto soprattutto attraverso gli anni di studio che ho sostenuto a casa Bruscantini e lui, così come diversi altri (soprattutto Kraus) faceva parte di quelle figure mitiche che affollavano i miei ascolti e servivano da paragone fra chi.
Paolo Bordogna : Ho conosciuto Ivo Vinco in occasione di una Cenerentola in cui cantavo Dandini.
Dal punto di vista umano era una persona che mi è sempre piaciuta moltissimo perché aveva tutto lo spirito e la semplicità di un emiliano, di un modenese.

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