Chiese ai due sacerdoti se ritenessero sicuro portare in macchina a Milano un capolavoro simile.
Nel 1968 il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, allora rilegato in un unico grande volume, venne portato da Milano all'Abbazia di Grottaferrata presso Roma per essere smontato, restaurato e rilegato di nuovo.Non conosciamo le modalità del trasporto d'andata, ma possiamo intuire che avvenne nella massima discrezione e in forma privata, cioè senza ricorrere a ditte di trasporti, mezzi speciali o scorte armate.Arturo Aletti sorride e, dopo quarant'anni, ancora si emoziona: «Le confesso che dopo la mia famiglia e miei figli questo "trasporto speciale" è stata la cosa più importante della mia vita».Quando nel 1972 il restauro venne completato, la Biblioteca Ambrosiana dovette pensare al viaggio di ritorno.Don Michelini si mosse e trovò la soluzione.Non era cosa da poco, perché se nel viaggio d'andata gli oltre mille fogli del codice si trovavano incollati dentro un unico libro, dopo il restauro a Grottaferrata i fogli di Leonardo erano stati separati e rimontati in dodici, imponenti volumi, sontuosamente rilegati in pelle.Nel tardo pomeriggio il terzetto giunse a Roma.Don Lattanzio e don Michelini non sapevano che avevo fatto le ore piccole al Piper!Il risveglio fu, ovviamente, un po' difficoltoso.Protagonista del "trasporto speciale" è stato Arturo Aletti oggi stimato professionista ed esponente di una famiglia lombarda attiva nelle banche e nella Borsa che all'epoca dei fatti, la primavera del 1972, era un giovanotto di belle speranze, più appassionato d'auto e di discoteche che.Leonardo prosegue qui la sua ricerca sulla espressione fisiognomica, sulla mimica e la dinamica già perseguite nella Adorazione dei Magi.Fino all'11 settembre, nella Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana e nella Sagrestia del Bramante, sarà possibile ammirare l'ottava mostra di questa serie, dedicata a «Leonardo: studi sul moto a cura di Pietro.Condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni, condividi condivisioni Condividi condivisioni Condividi condivisioni Condividi condivisioni.Video, la comunità ebraica: "Sconcerto e indignazione".Il suo sorriso impercettibile e il suo alone di mistero hanno ispirato pagine di critica, di letteratura e anche studi psicologici.
Oggi pochi condividerebbero le modalità di viaggio raccontate qui accanto, ma è indubbio che gli spostamenti "privati" del Codice Atlantico avvenuti samsung tab 2 10 1 3g prezzo quarant'anni orsono raggiunsero il loro obiettivo: far rientrare in fretta, incolumi e con poca spesa gli appunti e i disegni di Leonardo nella sede.
«Mi dissero, con mia somma sorpresa, che saremmo andati da papa Paolo VI, il quale ci avrebbe ricevuti nei suoi appartamenti per una udienza privata, organizzata per salutare il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, che era stato sottoposto a un importante restauro nel Monastero.




Le reazioni, renzi: "Parole farneticanti video, gasparri: ".A questo punto e solo a questo punto i due sacerdoti spiegarono al giovane "autista" tagliare video con adobe premiere pro l'alta natura della loro missione.La sola precauzione prevista era che uno di noi, a turno, sostasse sempre nella Peugeot a guardia del "carico soprattutto nel caso.Gli scritti sono composti da circa cinquemila pagine di appunti su geologia, ottica, tecnologia e anatomia; secondo il Trattato della pittura, la cui stesura occupò l artista durante tutta la sua vita a partire dal 1490, la pittura è strumento di conoscenza, poiché permette.Di quello che avrebbe dovuto essere la sua massima opera milanese, il gigantesco Monumento equestre a Francesco Sforza, padre di Ludovico, non restano che alcuni splendidi disegni a Windsor.«Durante il viaggio chiesi ai due sacerdoti se per caso avessero previsto di farci scortare da un'auto civetta per questioni di sicurezza.I due preti, accompagnati da Aletti, varcarono la porta dell'Istituto e dopo qualche minuto si presentò nientemeno che monsignor Marcinkus.In questi anni, molto probabilmente, cominciò la celebre Gioconda (Parigi, Louvre identificata con Monna Lisa di Giocondo, in cui la profonda introspezione psicologica della donna si affianca alla resa atmosferica.Occorre però iniziare dall'antefatto.Ciò che accadde confessa ancor'oggi Aletti «fu l'avventura più importante della mia vita».Don Lattanzio e don Michelini si fecero lasciare dietro Santa Maria Maggiore (dove esisteva un convitto di preti lombardi) e raccomandarono al giovane Aletti di passare a prenderli l'indomani mattina alle otto precise.
A organizzare il viaggio di rientro vennero allora chiamati due fidatissimi parroci milanesi, don Giuseppe Lattanzio e don Luigi Michelini, i quali optarono, ancora una volta, per una "soluzione" strettamente privata.


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